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Itinerari a Lipari

Castello di Lipari

Museo Archeologico Regionale Eoliano
Museo Archeologico Regionale Eoliano Conserva straordinarie testimonianze delle civiltà e culture che si sono succedute nelle Eolie, a partire dalle prime fasi dell’età’ protostorica fino alla rifondazione normanna di Lipari, nel 1544. Di eccezionale interesse il complesso di maschere e figurine in terracotta, databili alla seconda metà del IV secolo, che raffigurano tutti i tipi delle commedie e tragedie greche. Sono presentati, inoltre, prestigiosi corredi tombali provenienti dalla necropoli greca, con materiali di VI-IV secolo a.C. La sezione di archeologia marina illustra, attraverso la serie di carichi esposti, la storia dei commerci antichi che nelle Eolie trovavano un punto nevralgico sulle rotte del Mediterraneo. Da vedere anche la sezione geologica.

Scavi e parco archeologici
Gli scavi hanno messo in luce una straordinaria stratigrafia, la cui parte più antica risale all’età’ neolitica e del rame (IV-III millennio a.C.). Gli strati successivi corrispondono alla cultura di Capo Graziano e a quella delrMilazzese (rispettivamente della prima e della media eta’ del Bronzo).

All’ultimo strato protostorico si sovrappone quello di eta’ ellenistica (III a.C.) con un impianto urbanistico regolare. Unica attestazione di eta’ greca sull’acropoli il Bothros di Eolo, probabilmente un santuario dedicato ad Ercole, creato all’epoca della fondazione della nuova Lipara da parte dei Cnidi, tra il 580 e il 576 a.C., dopo un lungo periodo di abbandono. Tra i numerosi frammenti ceramici pregevoli quelli di un deinos attico a figure nere attribuibile alla cerchia del pittore di Antimenes. Il deposito era chiuso da una pietra lavica sormontata da un leone sdraiato.

Nel parco archeologico, allestito dietro la chiesa della Madonna delle Grazie, sono raccolti i sarcofagi di pietra di eta’ greca-romana, provenienti dagli scavi della necropoli della Contrada Diana.

Chiostro normanno della Cattedrale di S. Bartolo
Straordinario esempio di arte medioevale, apparteneva al monastero benedettino tra i quattro voluti in Sicilia da Ruggero il Normanno. Per la costruzione fu reimpiegato il materiale di recupero dalle rovine del castello. Pregevoli capitelli decorati a rilievo, con figure simboliche o a disegno geometrico fitomorfo, sono attribuibili alla sculture romanica cistercense del XII secolo.

Contrada Diana
Parco archeologico-necropoli.
Nella piana alluvionale della contrada Diana si estendeva, originariamente, l’abitato del Neolitico Superiore. Su questo, s’impiantarono le necropoli greca e romana tra il IV e il II secolo a.C.

Terme di S. Calogero
Impianto termale la cui “stufa” rappresenta l’unico monumento di architettura micenea esistente al di fuori della Grecia. Il materiale raccolto, attribuibile alla facies culturale di Capo Graziano, data la struttura prima del 1430 a.C. e conferma lo stretto rapporto economico e commerciale con il mondo miceneo, già attestati al cospicuo numero di ceramiche egee d’importazione, rinvenuto nelle isole.